Dolci di Istanbul – parte 4 (ultima)

L’ultimo capitolo non poteva che essere dedicato a fumo e dolci di Istanbul, insomma al dopocena e al gozzovigliare in giro per Istanbul. In aggiunta un pizzico si storia, ancora: la torre di Galata, fondata mica per nulla dai genovesi, che di mare, quello europeo del corno d’oro, evidentemente se ne intendono. Sempre restando in tema di acqua, merita decisamente una visita la basilica cisterna, spettacolare serbatoio per palazzo Topkaki (reale). In basso si trova poi una vecchia casa in legno, come si usava costruire nel periodo ottomano, circa 200 anni fa.

basilica cisterna Instanbul

Sotto il ponte Galata con vista sul Bosforo o sulla città vecchia, ma anche in altre zone, un po’ ovunque si può fumare narghilé, per dirla in maniera semplice si tratta di uno strumento di vetro dove il fumo di alcune “pietre” di tabacco aromatizzate passa attraverso l’acqua e risulta più fresco e profumato. Ottimo alla mela,  è disponibile in un sacco di gusti tutti dolci di Instanbul.

dolci di istanbul

E veniamo ai dolci di Istanbul: in tutta la città si trovano le pasticcerie (baklavari) dove si produce l’omonimo dolce (baklava) in una serie infinita di varianti, con il cioccolato e con ripieni composti di frutta secca diversa. La ricetta classica è pasta fillo (quella sottilissima che si trova da noi solo surgelata) spennellata con burro ripiena di noci e pistacchi imbevuti nel miele e decorati con pistacchi in granella.
Altro dolcetto curioso è il lokum: un gel di amido e zucchero, anche qui con frutta secca o succo di frutta. Sono caramellosissimi, gelatinose e ricoperte di zucchero a velo. Provate in versione cocco e pistacchio sono, a mio parere, i migliori.