Manduria

Per arrivare da Taranto a Porto Cesareo, senza passare dalla litoranea, tra mare ed entroterra in Puglia, c’è una strada d’obbligo che conduce, oltre che ad Avetrana, paese tristemente noto per lo zio del noto caso di cronaca, per Manduria, patria del primitivo. Piccola parentesi: non azzardatevi a cercare la litoranea a Lizzano, cioè a metà strada o vi troverete in men che non si dica tra vicoli pieni di buche e la campagna più arsa. Certo, in mezzo anche a degli ulivi mastodontici e meravigliosi,  un mare che brilla di blu con il sole, ma…come dire, serve una certa dose di pazienza.

Una doc, si diceva, quella del primitivo di Manduria, che non comprende solo il classico rosso, vellutato e ricco di sole, ma anche il dolce, che viene ottenuto sia con l’appassimento in vite, sia sui graticci quando l’annata non consente di fare altrimenti. Buono con formaggi o con dolci secchi è veramente particolare, un concentrato di Puglia. Sono in pochi a produrlo. Ovviamente ha un suo costo.

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A fare entrambe le tipologie è, ad esempio, un giovane, Luca Attanasio, insieme al fratello. Ha ripreso, in un certo senso, l’attività del nonno, che lavorava con i francesi, per tagliare i loro rossi, ma  ora punta sui vini del territorio, poche bottiglie ben fatte, senza più coltivare l’uva per l’estero. Nell’antico frantoio di famiglia, lontano dalle viti ad alberello con i filari stretti stretti, difficili da coltivare, si trova la cantina. Fuori non un insegna, è sotto casa, al massimo trovate il cognome sul campanello. Non aspettatevi la classica cantina in mezzo ai filari, insomma, piuttosto è un posto vicino alla cittadina.

Manduria centro merita una breve visita. Ha un centro curato e ben restaurato, oltre che un’ombrosissima piazza – che non nuoce – e numerosi scavi archeologici.

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