Mangiare a Siena

E’ già passato un po’ di tempo da quando avevo pubblicato il primo resoconto toscano. Eccoci, dunque, alla fase due nella magica Siena, città del palio, delle contrade, ma anche di ricciarelli, panforte, pici e cinghiale.

In questa città toscana ci sono stata – grazie al cielo, alla tesi sul vino, all’amica che ci ha studiato – diverse volte, ma mi mancava un tassello:  mangiare a Siena da Il Gallo Nero. Da sempre decantato come uno dei migliori ristoranti Siena, ha effettivamente confermato le aspettative, nonostante io sia capitata proprio nella giornata in cui il gas non voleva arrivare in cucina e l’elettricità ha salvato i miei pici al cinghiale e porcini (deliziosi!). Superlativo pure l’antipasto, composto da salumi e formaggi di cinta senese. Se prendete il fritto, invece, costolette d’agnello, che non hanno per nulla il sapore di selvatico e di coniglio, con verdure, è decisamente consigliato non prendere altro.

Mangiare a Siena, duomo di Siena, ristorante Gallo Nero Siena, ricciarelli

Immancabile, nel mangiare a Siena, almeno per il caffè, una tappa da Nannini, proprio come la cantante Gianna. Dario il babbo, infatti, era l’industriale che ha creato l’azienda, oggi guidata dal fratello Guido. Con la pasticceria uguale da 30 anni a ‘sta parte, rendono i dolci toscani grandi in Italia e all’estero. I ricciarelli, per chi non lo sapesse, sono biscotti creati con mandorle e zucchero, soffici, che si sciolgono in bocca. Buono nelle sue mille varianti anche il panforte, acqua farina e tanta frutta secca di tutti i tipi con spezie. E’ nato come dolce natalizio e per me lo rimane. Cioè non è che sia proprio tanto semplice da digerire…

Siena consorzio agrario, Nannini, paesaggi senesi, piazza del PalioAltra tappa interessante se un giorno volete mangiare a Siena è il negozio del Consorzio Agrario. E’ un po’ defilato verso le Poste e la zona dello stadio (ottimo per il parcheggio, salvo partite!), ma vale la pena farci un giro per trovare alcune delle migliori eccellenze eno-gastronomiche della zona. Si trovano naturalmente i vini, ma anche le birre artigianali. Ho provato la 5 del birrificio l’Olmaia, buona al gusto, ma il profumo…sapeva veramente, come dire, da campagna. Insomma, non è da tutti ecco. C’è poi un angolo pane e dolci, le farine, i legumi, i formaggi e la frutta. Se dovessi consigliare un prodotto acquistato lì, direi la farina di ceci (per la farinata, altrimenti detta “cecina” in Toscana o la panissa) di Luchino.