Pasta finocchietto, sarde, olive e pistacchi

Una variazione sul tema della pasta alle sarde siciliana con finocchietto. Già ne avevo fatto una variazione agli agrumi, che puntualmente mi propongo di rifotografare perché l’immagine non rende giustizia alla bontà del piatto. Solo che stavolta, non avendo gli agrumi in casa, ho puntato altrove. Con soddisfazione. Perché ne è uscita una semplicissima pasta finocchietto, sarde, olive e pistacchi, che reputo proprio interessante. E’ veloce da fare, a patto che si abbia il finocchietto tra le erbe aromatiche fresche sul davanzale e si sappia come curare la sardina. Nulla di fotonico. Ci si toglie la testa, se è fresca vengono via anche le interiora in gran parte, solo tirando. Si incide il pancino e si toglie sotto l’acqua quel che resta. Con il dito si passa delicatamente su un lato della lisca fino ad aprire il pesce a libro. Si estrapola la lisca, facendo attenzione a non togliere la polpa. Io ci levo la coda e e anche la piccola pinna che sta in cima originariamente, poi, una volta aperta la sarda, in mezzo al “libro” sul dorso, perché non mi piace sentirla sotto i denti, anche se la grandezza dei filetti si dimezza.

Pasta finocchietto, sarde, olive e pistacchi

Pasta finocchietto, sarde, olive e pistacchi

Pasta finocchietto, sarde, olive e pistacchi

Ingredienti (per due persone)

pasta fresca non all’uovo ma di semola | 160 g
pistacchi | 40 g
olive nere taggiasche denocciolate | 20 g
sarde | 8-10 a seconda della grandezza
sale e pepe | qb
olio extravergine d’oliva | qb
finocchietto | qb

Procedimento

Tritare grossolanamente i pistacchi e metterli su una padella antiaderente a tostare leggermente per pochi minuti.

Far bollire una pentola per la pasta. Pulire le sarde. Lavare il finocchietto. Tritarlo finemente insieme alle olive.

Togliere i pistacchi dalla padella. Mettere abbondante olio extra vergine d’oliva e rosolare a fuoco vivace le sarde posandole sulla pentola dalla parte della pelle.

Spegnere non appena cambiano colore e virano al grigio-bianco. Girarle e lasciarle riposare.

Aggiungere il finocchietto selvatico appena tritato con le olive e metà dei pistacchi tostati. Salare e pepare, se serve.

Il sugo con il finocchietto è pronto. Basta salare l’acqua, buttare la pasta, di semola, che, se presa al supermercato nel banco frigo (nella fattispecie trofie) ci mette pochi minuti. Scolarla un paio di minuti prima della completa cottura.

Saltare la pasta scolata nel sugo per un poco, aggiungendo se serve acqua di cottura, in modo che si formi un bel sughetto appiccicoso.

Servire con un rametto di finocchietto e i restanti pistacchi tostati. Volendo ci sta pure un filo d’olio.