Risotto allo stoccafisso

Stufa di mangiare baccalà alla vicentina, l’ho trasformato in un primo: il risotto allo stoccafisso. Quando si compra lo stoccafisso (quello ammollato che per noi veneti è baccalà, come già spiegato nel post sopra appena linkato), d’altronde, te ne danno una sporta che poi davvero la voglia di mangiarlo ti passa. Che farne? Praticamente con il latte e parmigiano che contiene è come se fosse già mantecato. Dunque, trasformarlo in un risotto gustoso e raffinato è davvero un gioco da ragazzi. Il risotto allo stoccafisso si scioglierà in bocca.

Risotto allo stoccafisso

Ingredienti (per due persone)

riso (vialone nano o carnaroli) | 120 g
baccalà alla vicentina | 70 g
pepe bianco | qb (opzionale)
brodo vegetale | 1 litro
cipolla bianca | 1 fetta
sale | qb

Procedimento

Preparare il brodo, possibilmente facendo bollire sedano, carota, cipolla freschi, oppure con un banale dado.

Su una pentola scaldare 4 cucchiai di olio, prelevandoli direttamente dal baccalà, dove di solito non ne manca.

Aggiungere un po’ di cipolla bianca tritata finemente. Far andare piano. Aggiungere poco dopo il riso. Tostare il tutto e continuare a rimescolare perché non si attacchi o si bruci né il riso, né la cipolla.

Quando il riso inizia a sfregolare buttare un cucchiaio di brodo bollente. Mescolare ancora e farlo asciugare, poi aggiungerne poco alla volta altro. Il tutto a fuoco basso. Il riso deve sobbollire appena. A metà cottura (controllare la scatola del riso per i minuti) aggiungere anche il baccalà. Aggiustare di sale e pepe.

Si può terminare la cottura tranquillamente senza mantecare il risotto allo stoccafisso, che è già piuttosto ricco ma se volendo renderlo più ricco basta aggiungere circa 20 grammi di parmigiano, un altro pochino di brodo, un cucchiaio d’olio, spegnere il fornello e lasciare riposare per un minuto.