San Gimignano mangiare bene

Ci siamo. Scaricate le foto, scelte e montate, finalmente. E’ passato già un po’ di tempo dal rientro dalla mia regione preferita, la Toscana, ma trovo solo ora modo di raccontarvi come è andata. Il piccolo resoconto goloso, a differenza dei precedenti viaggi postati, sarà diviso per paese (uno o due alla volta): San Gimignano mangiare bene è il primo, poi random ne verranno altri. Insomma, avrete già capito, l’area è quella fra Firenze e Siena, con una piccola eccezione vinicola ai confini con Arezzo.

First of all, dunque, San Gimignano, il paese delle 72 torri medievali, che oggi sono diventate molte meno, appena sedici. Bisogna fare qualche numero per trovare parcheggio nei giorni di massimo afflusso turistico, nelle aree tutto intorno alle mura. Vale la pena avere pazienza. Oppure scegliere il park 1 un po’ distante ma più largo e pure meno costoso. In confronto a San Gimignano mangiare bene è facile, molto più che parcheggiare.

Dal park 4 salendo verso il centro, patrimonio Unesco, sulla destra si trova la chiesa di Sant’Agostino con un bellissimo chiostro, poi via verso piazza del Duomo. A sinistra strizza l’occhio il Forno Boboli, dove c’è un vastissimo assortimento di schiacce, focacce e simili. Un assaggio non rovina l’appetito, visto che il paese è un saliscendi, si smaltisce con facilità.

San Gimignano mangiare bene, salumi La Buca, salumi di cinghiale, ToscanaMerita una visita anche il museo del vino di San Gimignano. Confesso non per il museo in sé (poche stanze in tutto, vale solo quella dove ci si ritrova all’interno di una una botte in foto e si trova un po’ defilato dal centro presso Villa della Rocca), ma per il panorama, che vedete sopra e l’enoteca, dove poter gustare un’ottima vernaccia di San Gimignano, vino bianco davvero intrigante, specie se affinato in botte e affinato. E’ stato il primo Doc (denominazione d’origine controllata) in Italia, oggi è una Docg e il relativo Consorzio ormai ha già 40 anni di storia alle spalle.

San Gimignano mangiare bene, museo del vino, torri San Gimignano, osteria Le Carceri

Tra le botteghe che animano il centro, dove spuntano come funghi cinghiali imbalsamati e prodotti molto commerciali di scarsa qualità, spicca “La Buca”, nella principale via San Giovanni, che collega l’omonima porta a piazza Cisterna, poco più sotto di piazza del Duomo. A San Gimignano mangiare bene un panino o un salume qui è facile. Il taglio dei salumi è solo a coltello, la produzione avviene nel vicino agriturismo, il filetto di cinghiale è imperdibile, ma anche i salami, come ad esempio quello al mirto o alla cipolla di Certaldo.

Da Cisterna prendendo poi via del Castello, una laterale, si arriva all‘osteria del carcere, posto con aria condizionata, un delizioso soppalco, dove si possono assaggiare crostini di caprino aromatizzati, ad esempio allo zafferano, un’insalata di caprino con mele verdi e uvetta da paura, ma anche la tradizionale pappa al pomodoro da 10 e lode. Buona anche la faraona alle castagne. A San Gimignano mangiare bene vuol dire capitare in posti come questi.

PS. Dimenticavo: merita una breve visita anche il palazzo comunale, accanto a piazza Duomo. Ho evitato come la peste i numerosi musei della tortura presenti in ogni paese, non capendo né il genere, né più quale sia l’originale…