Tradizionalmente Parigi

Non finirei più di parlare di Parigi. Ma prima o poi mi toccherà. Questo post è un flash sulla tradizione francese. Dopo i negozi gastronomici e la Parigi fusion, si torna, per così dire con i piedi per terra. Vi avverto, l’ultimo post sarà sulla cucina contemporanea, poi non vi ammorberò più. Però, la creperie Saint André des Arts nell’omonima via è indimenticabile, non si può trascurare. Da visitare oltre che per la sempre meravigliosa crepe alla nutella, anche per quella al limone e mandorle o quella alle mele caramellate, che sono da standing ovation, nonché per la tarte tatin servita sia con panna acida, sia con panna montata.

La Parigi autentica è fatta anche di antiquariato, nel celebre mercato delle pulci (poco distante dalla metro di Porte de Clignancourt). Sembra un quartiere mezzo abbandonato, che si anima in tarda mattinata, con piccoli negozi meravigliosamente affollati di oggetti, se si riesce a scavalcare il cerchio di negozi di abbigliamento. Impossibile girarli tutti. Ogni settore ha un’area del quartiere con le sue vie e i suoi vicoli.

Se, invece, cercate una trattoria tipica, con lumache alla bourguignonne, il Tastevin, su rue St Louis en l’ile (poco distante da Notre Dame e all’incrocio con Pont Marie) non è affatto male. In barba a qualunque studio dove si dica che mangiare cenere è cancerogeno, si può assaggiare una mega-bistecca tenera e sugosa flambé al timo, accompagnata da midollo e sale di Bretagna.