Street food turco Istanbul parte 3

Oggi, penultima puntata sulla Turchia (giusto che finirò di ammorbarvi a breve), è il giorno dello street food turco e del cibo veloce. Per le strade di Istanbul non mancano mai i carrelli rossi pieni di pani a forma di ciambella, un po’ dolci e ricoperti di semi di sesamo: si chiamano simit. Poi ci sono carrelli dove si cuociono meravigliosi marroni giganteschi, altri dove appaiono le pannocchie arrostite, altri ancora dove ci sono le kofte (polpette) o una sorta di churros (pasta dolce fritta spagnola), specie vicino allo spice bazar.

street food turco

Nella parte asiatica mi è capitato di trovare un delizoso posticino a metà tra panetteria e pasticceria dove si trovavano il pane con il formaggio e i classici budini di riso in diverse varianti. Infine, negli antichi forni della città si può trovare uno street food turco davvero sublime e giusto per riempire un buco nello stomaco. Si tratta del gozleme, una sorta di piadina ultrasottile ripiena di cipolla o formaggio o patate. Nella foto qui sotto si vede l’ultima versione.

Bevande nazionali turche

Che dire poi del chy, il the è la bevanda nazionale turca. Quello alla mela è, però, a mio parere straordinariamente buono. Si trova sia istantaneo e lo vendono ai mercati e assomiglia al brioschi, sia nella sua versione naturale, decisamente meno asprigna. Viene sempre servito in un piccolo bicchierino a forma di tulipano.

Beh, non è proprio street food turco, ma fa un certo effetto prendere un the o fumare un narghilè sotto il ponte Galata e piano piano accorgersi che ci sono dei pesci che risalgono verso la cima del ponte. Al di sopra si pesca, tranne nel punto più alto dove passano le navi e talvolta, arrivano dei bei branzini, come quello in foto. Anche la penultima foto in basso a sinistra è solo una curiosità. Un milkshake al pistacchio e mandorle consumato dall’alto del 14^ piano di uno dei grattacieli, vicino piazza Taksim. Andare al Ritz Carton è una cosa, magari inaffrontabile in altre città, ma non ad Istanbul e ci si toglie una curiosità 😉