Fesa di tacchino in crosta di verdure

E’ sempre difficile rendere cucinare la carne bianca in maniera appetitosa, beh ecco una ricetta per farlo senza appesantire. La fesa di tacchino in crosta di verdure è un secondo davvero sfizioso per far mangiare la carne anche a chi in genere gradisce solo bastoncini, sofficini, mozzarella in carrozza e simili. Oltretutto pur essendo bello rosolato e croccante, non ha nulla di fritto.

Si può fare con pressoché qualunque verdura, purché fresca. Cambia il colore e il sapore della panatura che arricchisce il tacchino, che di per sé diciamolo, non è questo granché, soprattutto da presentare in una cena con ospiti.

Fesa di tacchino in crosta di verdure

Fesa di tacchino in crosta di verdure

Fesa di tacchino in crosta di verdure
Ingredienti (per una persona)

fesa di tacchino | 1/3
zucchina | mezza
uovo | 1/2
farina 00 | qb
sale e pepe o coriandolo| qb
cipollotto |15 g
olio extravergine d’oliva | 3 cucchiai
pane | 30 g
grana grattugiato | 15 g

Procedimento

Salare e pepare la fesa di tacchino in crosta.

Grattugiare le verdure o tagliarle a piccoli pezzetti (se sono patate o verdure che richiedono una lunga cottura meglio saltarle un pochino prima in padella). Grattugiare il pane con il grana, ma non finissimamente. Mescolare i due ingredienti con abbondante olio d’oliva per fare il composto che formerà la crosta. Aggiungere se piace il coriandolo grattato. Riporre tutto su un piatto piano.

Sbattere l’uovo con un pizzico di sale. Immergervi la carne. Preparare un piatto con la farina 00. Passare la fesa di tacchino in crosta con l’uovo sulla farina e ripetere la procedura due volte.

La terza finire anziché sulla farina sulla panatura premendo la fesa di tacchino in crosta per farla aderire bene su tutti i lati.

Mettere la fesa di tacchino in crosta in padella e rosolare a fuoco medio su tutti i lati. Infilare la fesa di tacchino in crosta di verdure in forno a 160 gradi per 5-15 minuti a seconda della grandezza del pezzo utilizzato. Far riposare la carne 3-5 minuti prima di tagliarla avvolta nella stagnola in modo che i succhi si distribuiscano al suo interno e sia tenera e appetitosa.